A Mercanteinfiera i videogames che hanno fatto storia

 In virtual vintage

Per capire l’evoluzione della cultura pop dagli anni ’70 in poi, è imprescindibile un’analisi attenta dei videogiochi, fucine di immagini e di personaggi iconici che sono stati più volte metabolizzati, ripresi, citati da altri media, in un carosello di rimandi incrociati. Space Invaders, presente tra l’altro in una canzone dei Ramones (7-11), Super Mario Bros., riproposto in mille versioni, dalle t-shirt al Lego, Pong, il classico dei classici, e tanti altri videogames ormai storicizzati, rappresentano tasselli importanti della cultura convergente teorizzata da Henry Jenkins. Il videogioco non è un’entità a se stante, è un vero e proprio moltiplicatore di mode, di rivisitazioni e tendenze.

Molto attuale, quindi, l’esposizione “Back to the games”, allestita a Parma, nell’ambito di Mercanteinfiera, la mostra di antiquariato, design storico, modernariato e collezionismo vintage, che dal 2 al 10 ottobre occupa quattro padiglioni, su una superficie di 40mila metri quadrati a Fiere di Parma, rara occasione per vedere oggetti preziosi, curiosità e opere d’arte presentati da circa 1.000 espositori. 

Back to the games” racconta la storia dei videogame dagli anni ’70 ai 2000, e insieme ad essi la tecnologia e i cambiamenti della società di quegli anni, i primi a vederci davanti a console e schermi di computer. Realizzata in collaborazione con Archivio Videoludico della Fondazione Cineteca di Bologna e l’Associazione Bologna Nerd, permette ai visitatori anche di provare e giocare con i videogame di quegli anni: dagli Space Invaders con l’Atari 2600, o Super Mario Bros. con il Commodore 64, e ancora con i giochi delle PlayStation e dell’Xbox. Infine, vedere il raro Virtual Boy della Nintendo, un flop di fine millennio, perché era la console «meno portatile» di sempre, oggi ricercatissimo dagli appassionati.

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