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Mario Gerosa, foto © Davide Lopopolo

Nuovi media per nuovi modi di esporre

Il boom delle gallerie virtuali

Ultimamente si è riacceso l’interesse per il virtuale. In particolare è emersa la nuova tendenza delle gallerie virtuali. Nel 2020 molti eventi fieristici programmati in tutto il mondo, ma anche biennali e mostre d’arte e d’antiquariato da allestire all’interno di gallerie private sono saltati a causa della pandemia. Un supporto per creare versioni virtuali di salvataggio, da sostituire temporaneamente a quelle in presenza, è offerto dalle nuove tecnologie. Si possono creare repliche o modelli alternativi di luoghi presenti nella realtà, che possono essere visitati nel web utilizzando il mouse e i tasti del computer o in taluni casi i visori. Galleristi e musei di fama internazionale hanno creato versioni virtuali delle proprie esposizioni, come alternativa ai centri espositivi fisici, non praticabili nei periodi di lockdown. È importante ripensare i musei e le fiere, creando anche una loro versione virtuale, una versione di riserva.

Il blog Virtual Vernissage

Per raccontare gallerie e musei virtuali è stato creato il blog Virtual Vernissage, dedicato alle nuove modalità per esporre online, ma anche alle mostre immersive, che puntano sulle nuove tecnologie, allestite nel mondo fisico. Nel blog ci sono interviste agli esperti, interventi di curatori di mostre e di progettisti di piattaforme virtuali e motori grafici, notizie sulle mostre virtuali, approfondimenti sulle nuove modalità delle esposizione in Internet. Completano la rassegna i mondi virtuali di ultima generazione, dove le mostre possono essere condivise in tempo reale con altri visitatori presenti come avatar.

Le gallerie virtuali come anticipazione del web 3D

L’idea di galleria virtuale è un concetto che travalica il discorso puro e semplice del luogo espositivo di riserva, della mostra di salvataggio, che è pur importante. Lo sviluppo di uno spazio virtuale in 3D, da percorrere e da navigare con i tasti del computer o con il visore, rappresenta una piccola grande rivoluzione nella storia di internet. Una volta sperimentata la formula dell’esposizione di opere o in generale di contenuti in una galleria

virtuale, ci si rende conto delle potenzialità di questi nuovi strumenti. La grande trasformazione del web in 3D è arrivata in silenzio, come tante grandi novità. Si parla di gallerie virtuali e giustamente le si associa alle mostre d’arte, che col tempo saranno sempre più belle, immersive e coinvolgenti. Ma il vero oggetto di questa trasformazione è tutto il web, che diventa tridimensionale. Allo stesso modo, sta cambiando l’approccio nel confronto delle mostre in presenza, sempre più attraenti grazie all’utilizzo della realtà virtuale, di contenuti multimediali e della realtà aumentata.

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Frank Koolhaas, l’avatar di Mario Gerosa, a Moya Land,  Second Life, Foto © Patrick Moya

Mario Gerosa, dalla Recherche a Second Life e ritorno

Ideatore e autore del blog è Mario Gerosa, giornalista professionista e studioso di culture digitali. Il primo luogo virtuale che ha studiato è il Grand Hotel de Balbec, l’hotel immaginario della Recherche proustiana, cui ha dedicato la sua tesi in Architettura. Dopo aver scritto il primo libro uscito in Italia sul fenomeno di Second Life, Gerosa ha ideato Synthravels, un’agenzia di viaggi per tour dei mondi virtuali, e ha redatto la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico virtuale e il Decalogo per la progettazione delle gallerie virtuali. Inoltre ha curato “Rinascimento virtuale”, la prima mostra al mondo sull’arte di Second Life, tenutasi nel 2008 al Museo di Storia Naturale di Firenze, ha insegnato Multimedia e paesaggi virtuali: arte e città digitali al Politecnico di Milano e ha tenuto conferenze sulle culture digitali e sui mondi virtuali in Italia, in Francia e negli Stati Uniti. Tra i suoi libri, Musei virtuali, Rinascimento virtuale, Cinema e tecnologia.

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